Letteratura
domenica 31 maggio 2015
IL
CANTO
Alza
il cigno da ultimo il suo canto,
-
e muore.
È
voce sola alta sull'acqua,
che
libera ritorna
al
nucleo primo.
E
ci assediano il cuore e
le
memorie e il bene e il male
e
gli odi e poi gli amori:
tutto
in quel passo torna.
Poi
si scioglie, come il canto
da
ultimo che il cigno,
bellissimo
e struggente,
alza
sull'acqua
-
e muore.
© Giovanna de Luca
sabato 30 maggio 2015
L'USIGNOLO
S'infuocano
i colori nel crepuscolo
e
l'usignolo canta ancora e ancora...
Fin
quando il suo cantare non si arresti
mi
fermerò stasera al davanzale
e
spierò nel cielo in lontananza
il
filo scuro della notte buia
S'infuocano
i colori nel crepuscolo
e
l'usignolo canta ancora e ancora...
E
chiederò alla luna, al suo pallore,
di
trattenere un poco lo splendore,
di
aspettare che taccia l'usignolo
e
il canto si richiuda nella sera
S'infuocano
i colori nel crepuscolo
e
l'usignolo canta ancora e ancora...
Attenderò
finisca quel momento
in
cui diventa troppo ogni parola
e
la natura è un fiore di silenzio
che
su di sé i suoi petali chiuda
S'infuocano
i colori nel crepuscolo
e
l'usignolo canta ancora e ancora...
(c)Giovanna
de Luca
venerdì 22 maggio 2015
TUTTI
INSIEME
Tutti
insieme vi sento, miei amori:
e la cara presenza materna
e il
riserbo pur dolce del padre
e la mano furtiva a carezze
e le
liete amichevoli voci...
Tutti insieme vi sento nel
colpo di
vento che, da altrove,
in un cumulo unisce le foglie,
che
invisibili mani raccolgono
e depongono al fondo
del mio scorcio
di vita
(c)Giovanna
de Luca
martedì 19 maggio 2015
lunedì 18 maggio 2015
domenica 17 maggio 2015
RICORDO
Ricordo, da
bambina, passeggiando
nei campi con mia
madre
vedevo un fiore
quasi già appassito
ed ella mi diceva:
“Cogli in
fretta, sarà presto sfiorito.”
E un'ansia mi
prendeva
di arrivare, a
stringerlo, il suo gambo tra
le dita, e poi
fiutare
fino allo
sfinimento il suo profumo.
Infine lo buttavo.
Ora solo il
pensiero del bel viso
di mia madre fa sì
che sia quel gesto meno amaro
che sia quel gesto meno amaro
(c) Giovanna de Luca
venerdì 15 maggio 2015
giovedì 7 maggio 2015
RADICI
Io
sono un albero con tre radici.
La
prima affonda là, presso il Vesuvio,
e
si nutre di luce e di ginestre.
Poi
s'allunga nel mare al suo orizzonte:
é
allegra e triste, canta e si commuove,
come
ancora bambina, e mai dispera.
La
seconda radice è dentro il fiume:
il
grande Po della pianura amata,
lenta
di pioppi ai fianchi dei canali
dove
le nebbie coprono le cime
e
il sole nutre i papaveri e il grano.
La
mia terza radice sta nel lago.
È
questo luogo che mi ha fatto donna,
quando
in me maturò senso civile
e
consapevolezza della vita,
della
bellezza e del destino umano.
Qui
amo la betulla e la robinia
dalla
breve parete, oltre la strada,
che
il volatile in fuga spesso adombra
e
il dolce accarezzante susseguirsi
delle
colline ai piedi del gran monte.
Nel
lento ripiegarsi del mio tronco
da
queste terre attingo ora sostanza
e
mi piace pensarmi come foglia
che
un tocco spinga sotto il pelo d'acqua
fino
a porre – sul fondo – le radici
(c) Giovanna de Luca
lunedì 4 maggio 2015
CINGUETTII
Grigio
il crepuscolo, e nel cielo chiuso
si
scatena la gazzarra degli uccelli.
Alla
finestra , è strana questa sera:
nel
folto delle chiome di betulla
celebra
la natura i propri riti.
A
distanza li seguo: così il passante
che
una via percorrendo oda musica
uscire
da una casa un poco si sofferma,
seppure
estraneo, ad ascoltarla .
Poi,
più curvo, riprende la sua strada.