lunedì 31 agosto 2015

LUNA CALANTE
Già calante è la luna
e lungo i fossi umida
l'erba intreccia le sue ombre.
È finita la gloria di questo
plenilunio e muta l'aria della
notte annuncia l'ingresso di
settembre: riluttante agli addii,
come sguardi impigliati nel
saluto - a una stazione
(c) Giovanna de Luca

venerdì 28 agosto 2015

QUANTI SONO

Quanti sono gli abissi del mare
che conoscono ceneri sparse?
Batte l'onda con voce perenne,
sciacqua e sciacqua
in monotono suono

Quanti sono gli abissi del mare
che conoscono corpi disfatti?
Batte l'onda continuo lamento
sciacqua e sciacqua
con eco di pianto

Quanti sono gli abissi del mare
che conobbero Venere antica?
Tace l'onda e non reca più miti
più non reca Bellezza

né Amore

lunedì 24 agosto 2015

SULLA STRADA DELLA RASA


È come un grigio autunno anticipato,
su questa strada vuota in mezzo al verde.
Grava intorno - irreale - un gran silenzio.
Chiuse dimore costeggiano lo sguardo.
La verzura è ancor densa nei giardini,
ma appannata, quasi di persona che
trattenga in se stessa le parole.
È un presagio? Un'attesa?
Ci dice che se ancora oggi è l'estate,
si aspetta che finisca.
E allora si fa bassa la voce, sono
chinati gli occhi, e si spegne lo sguardo.
Percorre l'automobile la strada
con timidezza. Torneremo qui nei
colori sfacciati dell'autunno, se
prima non ci pieghi
un rassegnato andare
                                               (c) Giovanna de Luca



domenica 23 agosto 2015

L'ULTIMA COSA DA FARE È PARTECIPARE AUN CONCORSO POETICO- È UNA GIUNGLA.

La questione è di non entrare MAI NEL MERITO DI PROBLEMI IMPORTANTI E GRAVI CHE CI OPPRIMONO. Tenersi da parte, non innescare polemiche.

sabato 15 agosto 2015

DIARIO BRETONE
(5 – 12 AGOSTO 2015)

BREST

Vengo a te, città
ultimo ponte: poi è
l'oceano, cui tendo,
pellegrino che porta
bagaglio di strada,
e lo depone al sommo
di percorso infinito

            * * *              
            
POINTE SAINT MATHIEU

Qui a un confine d'Europa,
siedo alla spiaggia rocciosa
di Saint Mathieu. Il primo
mattino ha un sole
accennato, di nuvole lievi.
Vorrei essere sola, a lungo
guardare il lontano orizzonte,
ascoltare i gabbiani,
il denso sussurro che viene
dal rudere antico.
E invece mi trovo a ridurre
al mio fragile cuore
gli spazi che troppo oltre
vanno : li raccolgo tra
le mani congiunte,
coppa del tempo

             * * *

CAP FREHEL

"Chi è stato?"
"È il gioco del vento
sulle eriche in fiore."
E ad esse si mescola
il giallo ginepro,
stendono ariose le
mani del vento
un tappeto, giù giù
fino al mare.
"Ma no, qualcuno
ha parlato." "È la gente,
il turista che passa."
Ma il finocchietto selvatico
profuma parole: "Le senti?"
È rossa la terra, plasmata
la roccia, nei secoli e sempre
la luna si veste da fata,
e gioca col mare.
Di notte, su questi pianori,
si accoppia col vento

            * * *

SAINT-MALO

I

Gridano i gabbiani
a Saint-Malo,
quando il dio si ritira
dalla sabbia
e molli impronte lascia
in lontananza
una sagoma scura
di viandante.
Gridano come rutila
una giostra,
travolgono lo sguardo
in una danza
che pare quasi porti
alla follia,
mentre sanguina sopra
scura roccia
l'ultimo sole

II

Di notte- tenebra di vento -
la sibilante voce
dei millenni dall'oceano
ci scuote

III

Non è mai stanco
lo strillo dei gabbiani,
si placa solo quando
già il tramonto rispecchia
nella chiazza sulla
spiaggia magiche le
luci del lungomare:
luminose e silenti
rispondono a laggiù,
dove si salda l'orizzonte
dell'acqua al cielo rosso,
oltre la spiaggia diventata
una terra che pare
non mai finire.
Ma la mattina presto,
quando ancora è buio
riprende il grido: lo ascolto
dalla camera d'albergo,
uno prima, poi altri,
a ricordare che il grido è,
non lo si può dimenticare

© Giovanna de Luca




venerdì 14 agosto 2015



Foto collegate a DIARIO BRETONE

martedì 4 agosto 2015

DAL BUIO

Dal buio del tempo,
rosa del ricordo,
sola rimani
- bianca


© Giovanna de Luca