venerdì 26 ottobre 2018



NOTTE

Notte, silenzio fondo.
Fuori, altro profilo adombra
la curva della strada.
Tutto è mutato, intorno:
s'aprono vite forse dai tronchi,
vite notturne a popolare i sogni
di noi umani?
E sei tu stessa del mio sonno sogno,
notte dal cuore nero,
dove si intrecciano
i nostri labirinti?
© GdL


lunedì 22 ottobre 2018

"se non offrirmi un gradevole pomeriggio e un piccolo tesoro di poesie (il caffè invece l'ho offerto io).
Il video mi è piaciuto. Sapevo già che sei una brava dicitrice."

domenica 14 ottobre 2018




Ho fatto un volo, intorno alle parole,
che è durato una vita.

Adesso non ho ali, che sappiano
raccogliere in abbraccio tutto questo
mondo di pensieri, che mi ruota intorno.
Sono al fondo di un fiume tra due
sponde, alte, fronzute, sento
- e alzo il capo – parole d'altri, di toccati
umani dalla Voce del dire.

Sono un sasso prosciugato in un torrente,
che non ha più la forza dello scorrimento.
Forse troppo lo volle, forse non ebbe
del limite il pacato accontentarsi.

Piano mi consumo. Talvolta ancora un palpito
mi solleva dal greto, un'onda d'illusione.
Allora mi trasformo, sogno ampie ali
che mi portano in alto.

© GdL

venerdì 12 ottobre 2018



Ottobre ‘18 (76 a compimento)
Non voglio esser lo storico
della mia vita
sfrondata, come a novembre
i filari dei pioppi lombardi.
Né dell’autunno ho più i colori
esultanza delle mie valli.
Non ti dirò quando fu la mia prima
poesia, quando l’endecasillabo
nasceva sulle dita,
in un prova e riprova di parole.
E non del tempo che parlavo in versi
come il bourgeois gentilhomme faceva in prosa.
Ora tutto è finito. Come dopo un risveglio.
Mi son chiesto cui prodest, e cui profuit,
e a chi gioverà d’ora innanzi
questa modesta virtù del poetare.
Hanno mai levato le mie parole
un refolo di vento
o mosso una pietruzza sulla spiaggia?
Una goccia di lacrima, un pensiero,
una retromarcia nei moti del cuore?
E io sono, sarò e sono stato,
forse un po’ più giustificato
davanti a tanti chili di poesie?
Che io non fossi vate si sapeva,
mi mancava la prepotenza, e forse l’ardimento.
Un poetuccio dei buoni sentimenti
cercavo d’essere, che era tutto quanto
anima e mente mie sanno dire.
Ora invece vanitas vanitatum
sembra gridarmi il silenzio.
E pesa questa vita inconclusa,
questo nulla da gettare sul tavolo dei talenti,
questo insuccesso che ho decretato per me.
PAOLO


domenica 7 ottobre 2018



OGNI GIORNO
Ogni giorno si accumula sull'altro
come l'onda s'approda e poi risacca, 
ma ogni onda è più carica dell'altra 
s'arrotola di un ricordo lasciato.
Se tutti li riporta a schiumeggiare 
nell'animo svuotato, piccoli spazi
rimangono all'attesa fascinosa
dei tempi cui ci avvinghiò la vita
© GdL