Un camino ed un tetto
fanno guardia al silenzio.
Le automobili vanno
come gocciole lente
da una fonte malchiusa.
Poi il lampione si accende
nella fine del giorno.
È l’attesa: tra poco
la luna
governerà il silenzio.
Un camino ed un tetto
fanno guardia al silenzio.
Le automobili vanno
come gocciole lente
da una fonte malchiusa.
Poi il lampione si accende
nella fine del giorno.
È l’attesa: tra poco
la luna
governerà il silenzio.
Ma davvero non so se fu amore.
Guardo fuori la palma, essa è.
Come pure la siepe ed il leccio
e il forzuto geranio e ogni cosa
che si vede e si tocca: esse sono.
Ma l’ansioso vederti,
la parola cercata
per il dire o il tacere
per volere o negare
- come nuvola in cielo
chiara e grigia ad un tempo -
io davvero non so se fu amore.
Se lo fu quello sguardo
d’improvviso abbassato
o il voluto ardimento degli occhi
che seguivano il gesto,
e la rapida fuga
per volere tornare
e la voce cercata
nel pensiero soltanto
e l’incontro vissuto
desiderio e ricordo...
Tutto questo non so se fu amore.
Il viaggio di parole,
abiti senza corpo
sguardi senza visione
rumori senza suono.
Un viaggio di parole
s’accumula e svanisce
come soffio di vento
verso una meta ignota.
GdL
Poesia che perduta ti neghi
la mia voce è più stanca e più fioca
Ma seduta qui a fianco rimani,
soprattutto se è primavera,
se le piante già esprimono vita,
se al fiorire mi adeguo nel cuore .
Tu lo vedi che niente dintorno
ha lo smalto del tempo passato.
Bene ascolti le voci lontane
le terribili voci di morte.
Penso a un volto stupendo velato,
cui non so più rivolgere sguardo.
Questo giorno che passa e finisce
- primavera cercata e ritrosa -
sta al mio fianco e sei tu, desiderio,
già creduto afferrato, e perduto.
GdL
I due cipressi a guardia della valle
hanno spinto le cime contro il cielo.
Una nuvola scura vi s’impiglia
pallido il sole appare ad occidente.
Ed un piccolo uccello rompe l’aria
sembra chiedere ai solidi guardiani
dove si sia affacciata primavera.
Ma le betulle sono ancora spoglie,
i tronchi bianche braccia denudate.
Qui stiamo.
Se l’attesa è timore del futuro
dove riposa il disagio del cuore?
Quale notte sarà tra poche ore?
Il battito al pensiero si è fermato
lo sguardo insiste, indaga verso il sole.
Ritorna l’uccellino dall’inchiesta
- e scompare.
E giace in fondo
nelle segrete curve
della mia vita
un senso rassegnato
- eppur ribelle-
se destino mi fa
solo un oggetto
mosso da venti
sconosciuti o scuri
piegasrsi ad essi
è la sola dolcezza.