sabato 21 marzo 2026

 

Poesia che perduta ti neghi

 la mia voce è più stanca e più fioca 

Ma seduta qui a fianco rimani,

soprattutto se è primavera,

se le piante già esprimono vita,

se al fiorire mi adeguo nel cuore .


Tu lo vedi che niente dintorno

ha lo smalto del tempo passato.

Bene ascolti le voci lontane

le terribili voci di morte.

Penso a un volto stupendo velato,

cui non so più rivolgere sguardo.


Questo giorno che passa e finisce

- primavera cercata e ritrosa -

sta al mio fianco e sei tu, desiderio,

già creduto afferrato, e perduto.


GdL


sabato 14 marzo 2026

 

I due cipressi a guardia della valle

hanno spinto le cime contro il cielo.

Una nuvola scura vi s’impiglia

pallido il sole appare ad occidente.

Ed un piccolo uccello rompe l’aria

sembra chiedere ai solidi guardiani

dove si sia affacciata primavera.

Ma le betulle sono ancora spoglie,

i tronchi bianche braccia denudate.


Qui stiamo.

Se l’attesa è timore del futuro

dove riposa il disagio del cuore?

Quale notte sarà tra poche ore?

Il battito al pensiero si è fermato

lo sguardo insiste, indaga verso il sole.

Ritorna l’uccellino dall’inchiesta

- e scompare.