Portami al mare.
Portami dove non c’è parete
dove un lacerto di infinito
diventa sciacquio dell’onda
voce di richiamo cui la costa
affida la sua rudezza ed il gabbiano
svetta da un picco all’altro.
Portami al mare.
Portami dove l’animo svuotato
si riempie di schiuma
- portami dove il corpo abbandonato
non conosce materia che si sfaldi.
Portami al punto - là sul bagnasciuga -
dove la terra e il mare si congiungono
-per sempre.


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